Voce nel Vento |
|
| ...e nel silenzio del mondo io sento echi d'infinito... | |
|
Amo1. il baluardo del nostro io
2. la spontaneita' del manifestarsi degli eventi 3. la misticita' del credere nell'infinito e nell'eterno 4. la soggettiva superiorita' della metafisica 5. il nostalgico ricordo di un'ora che non torna piu' Odio1. l'inferiorita' nel suo complesso
2. la laicita' degli increduli 3. la bonta' degli stupidi 4. chi non prende posizioni 5. chi ha tempo da perdere LinksPlaylistVisite | 01 Gennaio 2009
Ubi maior...Ohi ohi.. che stress queste feste natalizie... 22 Novembre 2008
Chiusa una porta si apre un portoneEbbene si... Venerdì 21 novembre si è apparentemente concluso un percorso importante, fatto di valori, ideali, battaglie, a volte vinte con successo altre volte meno; un percorso, soprattutto, capace di condizionare la storia del nostro Paese. “L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti”. Con queste parole esordì il nostro Presidente nel 1994 quando annunciò non solo all’Italia ma al mondo intero la sua discesa in campo. Da allora molte cose son cambiate, ma non è cambiata la nostra fede nei valori e negli ideali espressi da Forza Italia prima e dal Popolo della Libertà ora, incarnati benissimo da Berlusconi. Quei valori di democrazia… di famiglia…di lavoro…di libertà! Pur essendo ancora piccoletto ho assistito alla nascita di Forza Italia. E’ noto, oramai, che la mia famiglia adora il nostro leader e che mi sono sempre riconosciuto in ciò che quel movimento politico ha rappresentato. Il 13 maggio 2001 per la prima volta entravo nella cabina elettorale. Tre schede: una per le amministrative in cui la scelta era limitata a due liste e naturalmente non mancò il sostegno al Mazzoni che rappresentava allora a Carmignano il centro destra. Le altre due schede erano per l’uninominale e il proporzionale alla camera. Non ebbi dubbi. La X fu posta sulla casella giusta. Da allora ci fu un crescendo di interesse verso il mondo politico, nazionale e locale, nonché un crescendo di impegno per portare avanti, anche nel mio piccolo, un progetto in cui credevo e credo tuttora con tutto me stesso. Un percorso talvolta in salita, a volta fatto da errori da cui si può imparare moltissimo, un percorso fatto soprattutto da soddisfazioni per il raggiungimento di obiettivi, di emozioni per le battaglie vinte dopo tanto sudore, di condivisione con gli altri dei propri valori, delle proprie gioie, dei propri timori. Dopo varie peripezie, soprattutto a livello locale, finalmente l’ingresso nel Partito. Nuove conoscenze, alcune importantissime e fondamentali aldilà della condivisione degli interessi politici, nuove occasioni da cui imparare moltissimo e crescere, nuove occasioni per relazionarsi agli altri, conoscere personaggi autorevoli e prendere spunto per un proprio percorso politico. Aldilà della carica di coordinatore comunale, mi ritengo molto soddisfatto e felicissimo per aver contribuito, insieme ad alcuni personaggi primo fra tutti il grande Roberto, alla creazione di un gruppo, composto in gran parte da giovani, che si impegna e si adopera per il proprio comune e non solo, attraverso la partecipazione alle consuete riunioni, prendendo parte alle iniziative organizzate sul territorio del Comune, e partecipando ad iniziative provinciali, regionali e nazionali, tra cui merita ricordare la Scuola di Formazione di Gubbio che mi ha visto partecipe e da cui ho imparato moltissimo. Gazebo, ritrovi pubblici, cene e dibattiti ci hanno visto partecipi sul territorio e per la prima volta le bandiere prima di Forza Italia e poi del Popolo della Libertà hanno sventolato su un territorio prevalentemente rosso. Si conclude un’esperienza importante, significativa, fondamentale per tutti noi e per la storia d’Italia, ma non muore! va a sfociare, infatti, in qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, qualcosa capace di rivoluzionare la storia politica del nostro Paese. Già il 2 dicembre 2006 il Popolo di Forza Italia e di Alleanza Nazionale si era riunito a Roma contro quel regime imposto dal governo Prodi. Successivamente merita ricordare l’esperienza bellissima dei gazebo che ha visto impegnati uomini e donne di partito, lottando anche contro le avversità meteorologiche, a presidiare i gazebo, a confrontarsi, ad aprirsi verso il Popolo appunto. Ed infine le elezioni del 13 e 14 aprile che hanno suggellato definitivamente la nascita di un qualcosa di diverso in cui si è creduto, noi per primi. Non è stato solo un’idea nata sul predellino di una macchina…è ben altro… e gli italiani lo hanno capito. E dato che l’esito del voto è sovrano… prendiamone atto una volta per tutte. Gli italiani, intelligentemente, hanno imposto al vecchio sistema partitico una semplificazione. Pochi partiti rappresentativi, una maggioranza stabile e un governo capace di governare supportato da una maggioranza che non aspetti la Montalcini per effettuare una semplice votazione (e in particolare i comunisti per la prima volta nella storia della Repubblica fuori dalla Aule parlamentari). Tutti noi, ammettiamolo, sia di Forza Italia sia di An siamo un po’ nostalgici della nostra storia. Ma come dice giustamente Denis, non è il tempo della nostalgia (senza gettare ciò che è stato che segna una tappa importante della storia del nostro Paese e costituisce un percorso individuale importantissimo) ma è il tempo di guardare avanti seguendo il tracciato imposto dagli elettori alle scorse politiche. I mesi che ci aspettano saranno intensi. Due grandi forze confluiranno nel più grande movimento politico italiano. Lavoreremo duro, ci impegneremo per non deludere le aspettative degli elettori ma anche quelle che sono le nostre aspettative. Eravamo il partito di plastica…eravamo il partito del niente… eravamo i servi di Berlusconi... eravamo intellettualmente inferiori... quante offese abbiamo ricevuto ma anche grazie a tutte queste offese io credo che l’unitarietà e la voglia di Forza Italia di realizzare il Popolo della Libertà insieme ad Alleanza Nazionale, sia fortissima. Forza Italia non muore ma si proietta nel futuro, un futuro nel Popolo della Libertà! 01 Novembre 2008
Andate a lavurà!Sul decreto, ormai legge, Gelmini ne abbiamo sentite di tutti i colori…tutte falsità costruite ad hoc per dare rilievo a un leader, o presunto tale, fallito che è costretto a ricorrere alla piazza per richiamare l’attenzione su se stesso e sul suo partito. Non mi voglio dilungare sulle novità introdotte dal decreto… vorrei solo chiarire qualche punto su cui, invece, la sinistra tace, lasciando stare la scuola ma concentrandomi, invece, sull’università. 1) L’università italiana produce meno laureati del Cile 2) Non sono presenti università italiane tra le migliore 150 del mondo 3) Ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente e 327 facoltà non superano i 15 iscritti 4) Ci sono atenei, vedi Siena, Firenze e Pisa con spaventosi buchi di bilancio che avrebbero portato, se fossero stati aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite. 5) Moltiplicazioni di cattedre aumentando indiscutibilmente le spese 6) 5500 corsi di laurea vs la metà negli altri Paesi europei Questi sono soltanto alcune quisquilie…la sinistra non dice che le università sono ridotte in uno stato increscioso e non c’è trasparenza nei bilanci. Il Governo, invece, vuole conoscere tutti i bilanci delle università e avvire i controlli in cinque di queste con buchi di bilancio, Siena, Firenze, Pisa, Camerino e Urbino. I bilanci dovranno essere comprensibili e pubblicati online. La protesta di questi ultimi giorni è esclusivamente una mera protesta politica che ha come obiettivo la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri sociali. Divertenti e penosi sono gli universitari che bruciano in piazza un decreto che riguarda la scuola e non c’entra con l’università. Ma ancor più penosi sono tutti gli insegnanti e quei genitori che strumentalizzano i loro figli per raggiungere i loro obiettivi ideologici, se avessero un minimo di coscienza dovrebbero solo vergognarsi! 19 Settembre 2008
L'Alitalia che fu...La scadenza dell’ultimatum relativo al caso Alitalia ha chiarito due situazioni: innanzitutto ha segnato l’inizio di una nuova “era” per l’Alitalia e, certamente, non migliore della prima. Poi ha esplicitato definitivamente chi ha agito nell’interesse dell’Alitalia, e conseguentemente del Paese, e chi ha remato contro. Nella giornata di ieri il Ministro Sacconi ha consegnato alle nove sigle sindacali ben dieci cartelle contenenti sia il progetto di Colaninno (ricordo che il figlio è un militante del Pd) sia un insieme di garanzie sociali previste dal governo per i 3200 lavoratori in esubero. (Vorrei chiedere a Uolter dove sta la macelleria sociale di cui tanto parla…). L’impegno e lo sforzo per centrare l’obiettivo ossia quello di trasformare in una società moderna, efficace ed efficiente una società che è stata gestita da sempre attraverso le logiche del peggior consociativismo sindacale, ci sono stati, ma invano per colpa di qualche demente. Due sono stati i punti di forza di Colaninno: l’offerta ai sindacati di condividere gli utili netti di ciò che sarebbe diventata la nuova Alitalia (al 7%) e il fatto che i piloti siano esclusivamente dipendenti e non un’associazione. Uno dei pochi, se non l’unico, a credere ad una possibile cordata di imprenditori italiani è stato Berlusconi. La sinistra (senza distinguo ormai tra una sx politica e una sx sindacale) ha sempre sostenuto e sostiene tutt’ora che la cordata sia stata un bluff. Invece no. Non si tratta di un bluff ma un progetto vero e proprio; si è creata una cordata di imprenditori italiani che tra l’altro era capeggiata da uno che certamente non aveva simpatie per Berlusconi, e come partner Banca Intesa, principale gruppo italiano. Un piano industriale esisteva, ed era pure realistico. Anche alcuni esponenti del Pd, vedi D’Alema vedi Bersani, avevano intuito che Berlusconi non scherzava e che, anzi, il piano industriale progettato non faceva così schifo, così hanno pensato di mandare avanti il sindacato. Le conseguenze sono palesi a tutti. L’Alitalia, grazie a questi troiai, sparirà; gli italiani, però, continueranno a volare come hanno sempre fatto, non ha caso il mercato aereo italiano è il quarto nel mondo e lo resterà dato che i grandi vettori europei non avranno difficoltà a rimpiazzare l’Alitalia. Io credo che il governo abbia fatto fin troppo. Il governo aveva previsto misure eccezionali, ammortizzatori sociali ingenti. Berlusconi aveva trovato la risposta giusta alla frase di Padoa Schioppa: ”L’Alitalia è su un'ambulanza e io sto correndo al primo pronto soccorso disponibile”. Mi sembra una giusta sintesi al progetto della sinistra. Di chi è la colpa se il progetto del governo non è andato in porto? In primo luogo dei sindacati, o meglio della CGIL e basta dato che le altre sigle sindacali erano disposte a firmare. In secondo luogo i piloti (retribuiti secondo la media delle grandi compagnie ma con meno ore di lavoro... e si lamentano pure) poi Epifani che nemmeno si è degnato di recarsi a Palazzo Chigi ad ascoltare Colaninno e Letta. Dal canto suo il Pd, ha capito troppo tardi, o fingeva di non capire, che in questa situazione la politica veniva dopo, si trattava di una sfida economica che riguardava l’Alitalia. Ha voluto crearne un fatto personale, tirando in ballo conflitti d’interessi e quant’altro, salvo poi frenare... Quindi qualunque cosa dicano adesso non risulterà certamente credibile. E’ giusto ricordare che il primo a respingere l’offerta Air France – Klm fu proprio il sindacato, seguito naturalmente dai piloti. Quei piloti che anni prima avevano sabotato l’alleanza con Klm e che ora respingono il progetto Colaninno. Non è la prima volta che il destino dell’Alitalia è stato in mano ai sindacati e non è la prima volta che i sindacati scelgono la via peggiore. L’economista Giustino rimane sulle proprie idee. L’Alitalia doveva essere chiusa anni fa, aperta ridimensionata e gestita in modo più efficiente, nello stesso modo in cui si sono comportate altre grandi compagnie aeree di fronte a congiunture economiche disastrose. Avendo mantenuto le stesse dimensioni, l’Alitalia e arrivata a un punto di non ritorno, dove ogni giorno bruciava milioni di euro. Dopo tentativi inutili davanti alla cocciutaggine ideologica per lo scrivente i dipendenti dell’Alitalia, piloti in primis, andrebbero a casa a calci nel sedere... Invece si prenderanno per 6/7/8 anni uno stipendio di circa il 70 o l’80 % delle loro attuali retribuzioni… e chi paga?
14 Settembre 2008
"La Libertà è quel bene che ci fa godere di ogni altro bene"“Il PdL e l’Italia che cambia” è il titolo della serie di seminari e convegni che hanno animato la scuola di formazione politica: il congresso organizzato da Forza Italia che, come ogni anno, si tiene a Gubbio.
Una volta fattomi bello, tutto profumoso, uscii e, invece di usufruire della macchina messa a disposizione dall’organizzazione, decisi di incamminarmi a piedi. Attraverso stradine, vicoli, vecchi edifici, giunsi a destinazione: il Park Hotel ai Cappuccini. All’esterno: polizia, carabinieri, televisioni, i fratelli Grillo, agenti in borghese,macchine che sfilavano, iscritti, dirigenti, eletti; All’interno: stessa situazione. Alla registrazione per il congresso mi sono ritrovato accanto alla fila degli addetti stampa e vicino a me c’era lo staff del tg1, e poco più lontano del tg2, ovviamente tutto lo staff di TeleUmbria che, ovviamente, non poteva mancare. L’inno di Fi e di Azzurra Libertà di sottofondo…chiacchiere tra conoscenti…Capezzone, ns. portavoce, che salutava ognuno.. ahhh che inizio…che emozione…!!!!!! Finalmente l’Inno di Mameli.. tutti in piedi…e la parola a Luciano Rossi, Coordinatore dell’Umbria, e subito al Coordinatore Nazionale Verdini. Ma l’intervento più atteso del giorno era sicuramente quello di Frattini. Che cosa si dice: che dopo 100 giorni alla sx, quella poca superstite che è rimasta, resta solo l’amarezza di essere stati sconfitti...e che sconfitta! 1) Vinta la battaglia dei rifiuti 2) Abolita l’Ici, che non tornerà, sulla prima casa e varato il piano casa 3) Detassati gli straordinari e rinegoziati il piano mutui 4) Social card, riduzione costo libri scolastici, blocco automatico tasse benzina 5) Esercito nelle grandi città, certezza della pena, processi più rapidi, priorità per processi per reati gravi 6) Lotta dura alla mafia e confisca beni mafiosa 7) Ergastolo per omicidi di ufficiali di pubblica sicurezza 8) Più poteri a sindaci e prefetti 9) Aggravante di clandestinità, giro di vite sulle espulsioni, CIE, carcere e confisca a chi affitta ai clandestini, restrizioni sui ricongiungimenti, per la permanenza in Italia occorrerà avere un reddito 10) Censimento campi nomadi, identificazioni bambini rom 11) Ritorno dei voti, del voto in condotta, maestro unico, libri di testo validi cinque anni 12) Nuovi studi di settore, incentivi per start up, impresa in un giorno 13) Grandi opere, nucleare, piano nazionale per l’energia 14) Uso cassa depositi e prestiti, liberalizzazione servizi pubblici locali 15) Consulenze tagliate del 50%, Class Action, controlli sui falsi invalidi, contrasto all’evasione fiscale 16) Missioni di pace, trattato Italia – Libia
Tutto questo in cento giorni, calcolando che nel mezzo c’era pure agosto. Posso garantire che le vacanze estive per alcuni parlamentari del PdL sono state o assenti o, comunque, ridotte, in quanto si sono adoperati per stabilire l’agenda del governo, delle attività legislative e per lavorare al progetto per la realizzazione effettiva del PdL ormai alle porte. Dopo una cena leggera mi sono ritirato per riposare..o meglio..così avrei desiderato…se non avessi avuto qualche problema con la doccia… A parte qualche screzio…la serata è volata via tranquillamente, tra una risata e uno scherzo, tra un discorso serio e una polemica.. ma sicuramente in un comune come quello di Gubbio, dove al ballottaggio si sono sfidati Rifondazionie vs Ds, risuonavano le parole di Denis: “Finalmente abbiamo i comunisti fori dai coglioni!” che soddisfazione!! Come non condividere questa delicata espressione di squisita pacatezza politica.
A fine mattina arriva la seconda carica dello stato: emozionante si, ma non quanto l’altro renato…Dopo un pranzo alquanto raffinato con brunettino, si sono susseguiti gli ultimi interventi: Tajani per i trasporti e la Carfagna per la pulizia delle strade (in entrambi i casi qualcuno di mia conoscenza potrebbe esser stato chiamato in causa).. ma nel mezzo dell’incontro una telefonata emozionante..commovente…Sua Santità ci ha chiamati per salutarci: purtroppo è stato trattenuto a Roma per l’Alitalia…L
Tutto questo grazie sicuramente al nostro leader ma grazie anche a noi piccoli militanti che instancabilmente ci adoperiamo per il raggiungimento di un obiettivo comune:fori i comunisti!
07 Agosto 2008
PamMentre la quasi totalità delle mie giovani conoscenze si trova a godersi le vacanze a giro per il mondo, le attività nel mio ranch si svolgono a pieno ritmo instancabilmente dalla mattina alla sera e, a volte, pure di notte lasciando qualche spazio per un meritato riposo che, in questi giorni, significa leggersi l'ultimo libro della Fallaci. 27 Luglio 2008
...Uffa!!!! 11 Luglio 2008
NapuleE' proprio vero: chi è causa del suo mal pianga se stesso...che delusione 'sti napoletani! 04 Luglio 2008
Qui siamo et hinc optime manebus!Ecco un elenco di ciò che ha fatto il governo fino ad ora: Per la famiglia e contro il caro vita: Abolizione totale dell'ICI Detassazione degli straordinari e introduzione dei premi di produzione Patto con le banche per la diminuzione delle rare dei mutui Piano casa per le coppie giovani e le famiglie a basso reddito Carta prepagata per la spesa e le bollette per i pensionati al minimo Robin Hood Tax per la redistribuzione del denaro Più sicurezza, più giustizia: Tremila militari in pattuglia notturna nelle grandi città Pene più pesanti per i reati commessi dai clandestini Espulsioni più facini per clandestini e stranieri senza lavoro e fissa dimora Legge speciale per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania Nuove norme per facilitare la confisca dei beni dei mafiosi Pene più severe per chi appartiene alla criminalità organizzata Nuove norme contro la violenza sulle donne Processi più veloci per i reati più gravi Più efficienza nella Pubblica Amministrazione: Interventi per scoprire e punire i fannulloni nelle P.A. Meno consulenze esterne e riduzione dei costi con l0uso della tecnologia Taglio delle leggi superate e soppressione degli enti inutili Nuove norme per valutare e premiare chi lavora bene Meno male che Silvio c'è!!! ![]() 27 Giugno 2008
God bless America!Signor Presidente, Signor Vice Presidente alla Camera dei rappresentanti, Signori membri del Congresso, è per me uno straordinario onore essere stato invitato a pronunciare questo discorso nel luogo che è uno dei massimi templi della democrazia. Parlo in rappresentanza ed a nome di un Paese che nei confronti degli Stati Uniti d'America ha un'amicizia profonda, che agli Stati Uniti si sente legato da vincoli plurisecolari. Una parte importante dei cittadini americani ha origini italiane. Per loro l'America è stata una terra di opportunità che li ha accolti generosamente ed essi hanno contribuito con il loro ingegno e con il loro lavoro a rendere grande l'America. E sono orgoglioso di vedere quanti cittadini di origine italiana sono oggi membri del Parlamento della più grande democrazia del mondo. Per la generazione di italiani alla quale appartengo gli Stati Uniti rappresentano il faro della libertà e del progresso civile ed economico. Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver salvato il mio Paese dal fascismo e dal nazismo a costo del sacrificio di tante giovani vite americane. Sarò sempre grato agli Stati Uniti perchè nei lunghi decenni della guerra fredda hanno difeso l'Europa dalla minaccia dell'Unione Sovietica. Impegnando ingenti quantità di uomini e di mezzi finanziari in questa battaglia vittoriosa contro il comunismo gli Stati Uniti permisero a noi europei di destinare risorse preziose alla ripresa e allo sviluppo della nostra economia. Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato il mio Paese a vincere la povertà ed a conseguire crescita e prosperità dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall. Ed oggi sono ancora grato agli Stati Uniti che continuano a pagare un alto prezzo in termini di vite umane nella lotta contro il terrorismo, per la sicurezza comune e per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo. Quando guardo la vostra bandiera, non mi stancherò mai di ripeterlo, non vedo soltanto la bandiera di una grande democrazia e di un grande Paese, ma vedo soprattutto un simbolo, un messaggio universale di democrazia e libertà. Signor Presidente, questi sentimenti hanno ispirato tutta la mia attività politica e l'azione dei governi che ho avuto l'onore di guidare. Gli Stati Uniti hanno sempre potuto contare su un alleato solido e leale, pronto ad assumersi la responsabilità di essere al vostro fianco per la difesa della libertà. Lo abbiamo dimostrato dovunque l'impegno concreto dell'Italia sia stato necessario. Ne siamo profondamente orgogliosi. Sono 40.000 i militari italiani destinati esclusivamente alle missioni di pace. In Afghanistan abbiamo ora il comando della missione ISAF della Nato. In Iraq siamo impegnati in compiti di pacificazione e di costruzione della democrazia. Nei Balcani abbiamo assunto il comando delle missioni in Kossovo e in Bosnia Erzegovina. E siamo anche in Medio Oriente, in Sudan ed in altre parti del mondo, là dove si sono aperte delle ferite che occorre sanare. Signor Presidente, prima degli atroci attentati dell'11 settembre i Paesi occidentali vivevano nella certezza della propria sicurezza. Vivevano nella certezza che nulla, dopo il crollo del Muro di Berlino, avrebbe potuto interferire con la loro vita civile e democratica. Nel 2001, appena insediato il mio secondo governo, mi trovai a presiedere il vertice G8 di Genova. Terminati i lavori previsti dall'agenda del Vertice, la cena conclusiva divenne una cena tra amici. Io mi tirai un po' indietro dal tavolo quasi come un osservatore esterno, per godermi il dialogo cordiale che si svolgeva tra i leader dei più grandi Paesi industrializzati del mondo. Il Presidente Bush conversava amabilmente con il Premier giapponese Junichiro Koizumi. Pearl Harbour e Hiroshima erano definitivamente lontani. Il Primo Ministro Blair scherzava con il Cancelliere Schroeder. E poi ancora il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin si intratteneva amichevolmente con il Presidente Bush. La tragedia della seconda guerra mondiale e la guerra fredda, durata così tanti anni, erano lontane e dimenticate. Io provai, dentro di me, una grande felicità. Pensai che il mondo era davvero cambiato e come era diverso e in pace il mondo che consegnavamo ai nostri figli. Per loro si era aperta una nuova epoca di pace duratura. E invece pochi mesi dopo accadde l'impensabile. L'11 settembre ha segnato l'inizio di una guerra completamente diversa rispetto a quelle che hanno insanguinato l'umanità nei secoli passati. Non un conflitto tra Stati, non uno scontro di civiltà, poiché non si tratta di un attacco dell'Islam all'Occidente. L'Islam moderato alleato delle democrazie occidentali è anch'esso nel mirino dei terroristi. Si tratta di un attacco da parte del fondamentalismo radicale che usa il terrorismo contro l'avanzare della democrazia nel mondo e contro il dialogo tra le civiltà. Le democrazie occidentali si trovano di fronte all'attacco di organizzazioni fanatiche che colpiscono persone inermi e minacciano i valori fondamentali su cui si fonda la nostra civiltà. I governi democratici devono adempiere ad un compito enorme: difendere la sicurezza dei loro cittadini e garantire la loro «libertà dalla paura». Questa è la nuova frontiera della libertà. Signor Presidente, io sono profondamente convinto che per difendere questa frontiera oltre al generoso impegno del vostro grande Paese, sia necessaria una grande alleanza di tutte le democrazie. Io credo che solo unendo gli sforzi delle democrazie di tutti i continenti riusciremo a liberare il mondo dal pericolo del terrorismo internazionale e dalla paura dell'aggressione da parte delle forze del male. La battaglia per la libertà dalla paura non è una battaglia a vantaggio soltanto dei cittadini dei Paesi che già vivono nella democrazia. E' soprattutto una battaglia a vantaggio di quanti oggi vivono sotto regimi autoritari e illiberali. La storia ha dimostrato che l'aspirazione alla democrazia è universale e che libertà e democrazia sono positivamente contagiose. Quando i popoli sono esposti al vento della democrazia essi inevitabilmente rivendicano i propri diritti di libertà nei confronti dei loro governanti. Voi lo sapete bene perché il vostro Paese è il principale promotore di questo vento di libertà. Ma c'è un altro motivo non meno importante per cui si impone una strategia comune da parte di tutte le democrazie. Le previsioni delle Nazioni Unite ci dicono che nei prossimi 25 anni avremo un ulteriore aumento della popolazione di 2 miliardi di persone, ma saranno 2 miliardi di persone che in massima parte nasceranno e si troveranno a vivere in Paesi che oggi sono esclusi dal benessere. Da una parte ci saranno quindi 6 miliardi di esseri umani che vivranno in condizioni di povertà e dall'altra parte meno di 2 miliardi di uomini che vivranno nel benessere. Si svilupperà inevitabilmente una fortissima pressione migratoria. Per evitare che questo avvenga e ancor di più, che la fame e la disperazione possano generare odio ed essere strumentalizzate dal fondamentalismo non c'è altra soluzione che quella di far uscire questi Paesi dalla miseria e avviarli verso il benessere. E' un nostro dovere morale ma è anche un nostro interesse vitale. Questo sarà possibile soltanto diffondendo e facendo crescere la democrazia. Tutti i nostri sforzi devono quindi essere indirizzati a far crescere in questi Paesi istituzioni che garantiscano il buon governo, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e un'economia di libero mercato. Solo con la democrazia infatti si può avere la libertà. E solo la libertà garantisce che gli individui possano sviluppare i propri talenti, possano mettere a frutto le loro energie, possano realizzarsi e conquistare il benessere. Non c'è quindi davanti a noi nessun'altra strada possibile se non quella di impegnarci tutti insieme, per diffondere la democrazia nel mondo. Il governo da me guidato ha sempre operato con tenacia per una grande alleanza di tutte le democrazie. Ed è per questo che ho sostenuto con convinzione l'iniziativa del Presidente Bush di istituire un Fondo per la democrazia in seno alle Nazioni Unite. Per queste ragioni, lo ripeto, sono convinto che lo sforzo che ci attende da qui in avanti è quello di promuovere in tutti i Paesi la cultura dei diritti dell'uomo e delle sue libertà fondamentali. Signor Presidente, per condurre vittoriosamente questa missione è necessario innanzitutto che i legami tra Unione Europea e Stati Uniti, tra le due sponde dell'Atlantico, si mantengano forti e solidi. Proprio perché persuaso di questa esigenza mi sono impegnato in una decisa e continua azione diplomatica e politica nei confronti dei miei colleghi europei affinchè, in occasione della vicenda irachena, l'Unione Europea non indebolisse i suoi legami con gli Stati Uniti d'America. Per lo stesso motivo non possiamo ignorare il pericolo che l'identità dell'Europa unita si definisca in contrapposizione all'America. La necessaria integrazione politica ed istituzionale dell'Europa non deve significare una «Fortezza Europa», chiusa al mondo nell'illusione di conservare così il proprio benessere e la propria libertà. Una concezione dell'unità europea improntata ad una velleitaria autosufficienza sarebbe moralmente sospetta e politicamente pericolosa. Una divaricazione o peggio una contrapposizione tra gli Stati Uniti e l'Europa non avrebbe alcuna giustificazione e comprometterebbe la sicurezza e la prosperità del mondo intero. L'Occidente è e deve restare uno solo: non ci possono essere due Occidenti. L'Europa ha bisogno dell'America e l'America ha bisogno dell'Europa. Questo è vero sul piano politico, sul piano economico e sul piano militare. E' quindi assolutamente necessario, anzi è fondamentale sostenere e rinvigorire l'Alleanza Atlantica, l'alleanza che per più di mezzo secolo ci ha garantito la pace nella libertà. Da «alleanza di difesa» la Nato sta progressivamente diventando un'organizzazione di sicurezza. Mentre le alleanze difensive sono esclusive, cioè create per proteggersi dalle minacce di altri blocchi, le organizzazioni che proteggono la sicurezza devono essere inclusive, perchè sono tanto più efficaci quanto maggiore è il numero dei Paesi che ad esse aderiscono. E' proprio per queste ragioni che mi sono battuto affinchè si desse vita al Consiglio NATO-Russia coinvolgendo la Federazione Russa nell'architettura di sicurezza del mondo libero. Sono orgoglioso di aver lavorato insieme al Presidente Bush e al Presidente Putin affinché questo avvenisse e affinché questa storica decisione che confermò definitivamente l'adesione della Federazione Russa all'Occidente ed ai suoi valori trovasse poi consacrazione proprio in Italia, allo storico Vertice di Pratica di Mare. Quel giorno del 2002 ha segnato la fine dell'incubo dell'annientamento reciproco di due blocchi armati e contrapposti, un incubo durato più di mezzo secolo. La NATO deve quindi restare lo strumento fondamentale per garantire la nostra sicurezza. Per questo le nuove capacità di Difesa Europea devono essere complementari a quelle della NATO. Insieme, NATO ed Unione Europea devono essere gli strumenti della democrazia per garantire la sicurezza nel mondo ormai globalizzato. Mi sono sempre adoperato per conseguire questo obiettivo che considero strategico e continuerò a farlo. In tale quadro le Nazioni Unite dovranno recuperare un ruolo centrale grazie ad un processo di riforme che le rendano più efficienti per rispondere alle nuove sfide del millennio. Signor Presidente, i nostri valori di democrazia e di libertà hanno condotto l'Occidente ad assicurare ai nostri popoli una prosperità che non ha eguali nella storia dell'umanità. La storia ha dimostrato che soltanto la democrazia consente una solida economia di mercato perché libertà politica e libertà economica sono due facce della stessa medaglia. Siamo tuttavia consapevoli che vi sono Paesi del mondo che si stanno aprendo all'economia di mercato, ma nei quali non vi è ancora né autentica democrazia, né un sufficiente rispetto dei diritti dell'uomo. Questo impone ai Paesi più sviluppati e democratici di operare con determinazione affinché ovunque l'apertura al libero mercato si accompagni alla crescita delle istituzioni democratiche e al rispetto dei diritti dell'uomo. L'economia di mercato è sempre un motore formidabile per favorire la trasformazione dei Paesi con regimi autocratici od autoritari in vere e proprie democrazie. L'azione per l'espansione dell'economia di mercato nel mondo è quindi una parte essenziale dell'azione per l'affermazione dei nostri valori, per l'affermazione della libertà, per un mondo più sicuro, più solidale e più prospero. Signor Presidente, Signor Vice Presidente, Signori membri del Congresso, i legami tra il popolo americano ed il popolo italiano hanno radici lontane e profonde. Sono sicuro che continueranno a rafforzarsi, e che gli Stati Uniti troveranno sempre nell'Italia una nazione con la quale condividere la medesima visione del mondo. Vorrei concludere ricordando una breve storia. La storia di un ragazzo che alla fine dei suoi studi liceali fu portato dal padre a visitare il cimitero in cui riposano molti giovani valorosi soldati, giovani che avevano attraversato l'Oceano per ridare dignità e libertà ad un popolo oppresso. Nel mostrargli quelle croci, quel padre fece giurare a quel ragazzo che non avrebbe mai dimenticato il supremo sacrificio con cui quei soldati americani avevano difeso la sua libertà. Gli fece giurare che avrebbe serbato per il loro Paese eterna gratitudine. Quel padre era mio padre, quel ragazzo ero io. Quel sacrificio e quel giuramento non li ho mai dimenticati e non li dimenticherò mai. Vi ringrazio. Silvio Berlusconi |